ENERGIA ELETTRICA: EMERSIONE DEI 'CLIENTI NASCOSTI'
SCADE IL 30 GIUGNO IL TERMINE PER LA REGOLARIZZAZIONE
13/06/2018
La prassi di utilizzare un unico contattore (POD) per alimentare
più società con differenti partite iva (o codici fiscali) avviene abbastanza di
frequente nei centri commerciali, negli
aeroporti, nei poli fieristici, nei porti o più semplicemente nei condomini.
Questo tipo di soluzione viene frequentemente adottata anche nelle imprese
produttive o di servizi in caso di affitti di capannoni o immobilia più
società. Si tratta purtroppo di una pratica non conforme alle direttive in
vigore, frequentemente utilizzata, tenuto conto che in molti casi sussistono
problemi tecnici ed impiantistici di non facile soluzione.
Di recente,
anche a seguito delle immancabili indicazioni UE, in attuazione al DL
“milleproroghe”,l’ARERA (Autorità per l’Energia) ha pubblicato la delibera 276/2017/EELdel 20 aprile
2017, integrata per prorogare la scadenza dei termini di quest’ultima dalla
delibera 894/2017/EEL
del 21 dicembre 2018, la quale chiarisce, in modo puntuale, la questione dei
clienti con diverse partite iva, alimentate da un unico punto di presa. Se un
cliente finale alimenta un altro cliente finale non dichiarato, quest’ultimo è considerato “nascosto”.
Il tema di fondo deriva dal
fatto che i clienti finali “nascosti” non pagano correttamente i corrispettivi
tariffari e le relative imposte. In particolare, non versano le
componenti fisse e, in presenza di produttori direttamente collegati a più
clienti finali “nascosti”, neanche le componenti variabili.
L’Arera
perciò ha imposto, attraverso le delibere sopra citate, l’obbligo di
autodichiarazione ai clienti finali “nascosti”entro il 30 giugno 2018. Anche se la normativa non lo esplicita in
modo chiaro, il concetto di “autodichiarazione” significa - più semplicemente -
che il cliente non visibile alla rete deve provvedere a richiedere un
allaccio diretto al distributore di rete. In pratica non esiste una vera e
propria dichiarazione, ma un invito a regolarizzare la situazione facendo
richiesta di un nuovo allaccio intestato al cliente non visibile al sistema
elettrico. Qualora il cliente nascosto venisse individuato a seguito di un
controllo, sarà tenuto al pagamento degli oneri fissi della bolletta non
versati, aumentati di una penale del 30%,a decorrere dall’anno 2014.
Pur trattandosi di aspetti
particolarmente complessi, in un contesto di regole spesso poco chiare e non
prive di contraddizioni, riportiamo di seguito le principali azioni che si
possono valutare per sanare una situazione di POD nascosti.
POSSIBILI SOLUZIONI
A
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Allacciamento
fisico alla rete pubblica (pod fisico). Si tratta della soluzione più
lineare, ma spesso la più costosa, in quanto è necessaria una richiesta di
allaccio per ogni società e relativo pagamento della potenza necessaria per
le basse tensioni, oppure la costruzione di una cabina per le medie tensioni.
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B
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Allacciamento
virtuale alla rete pubblica (pod virtuale). E’una soluzione relativamente
semplice, anche se crea perl’intestatario del POD ufficiale alcune
responsabilità verso il distributore. Questa soluzione consente di avere una
fattura distinta per ogni POD virtuale, con possibilità di avere nei vari pod
virtuali anche fornitori diversi.
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C
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Attivazione
e gestione di un ASDC. Nei casi in cui la situazione in essere è presente
almeno dal 2009 è possibile realizzare una Altra Società di Consumo, ovvero
l’accreditamento diretto del POD alla rete in qualità di distributore. La
soluzione, anche se da un lato impone una consulenza specialistica e di norma
un contratto di service per i numerosi adempimenti, dall’altro garantisceun
beneficio sul costo degli oneri di sistema.
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Preso atto che la scadenza del 30
giugno, rappresenta – a nostro avviso - più un punto di partenza che un
termine perentorio di arrivo, le imprese devono mettere in debito conto che i
clienti nascosti hanno una situazione non conforme al sistema elettrico, che
deve essere risolta.
Oltre alle ASDC, sono diverse
lesituazioni che possono essere valutate sempre in tema di reti chiuse (Es. SEU, SEESEU, RIU ASAP, ASE,
SSP-A, SSP-B ecc.), suggeriamo pertanto alle
imprese che ritengano di rientrare in una situazione come quella sopra
descritta, di inviare una mail descrivendo la casistica in essere, per una
valutazione del rischio e ed una eventuale proposta di soluzione.
Confindustria, attraverso il
proprio Consorzio Energia, ha individuato una serie di professionisti
specializzati su queste tematiche di “nicchia” in grado di offrire servizi
finalizzati ad individuare il tipo di classificazione più adeguata e
vantaggiosae garantire un’assistenzanei rapporti con i vari Enti (Arera, GSE,
CSEA, Terna, Agenzia delle Dogane, ecc.).
Gli interessanti possono contattare
in nostri uffici.
Allegati:
§ Deliberazione
21 dicembre 2017
§ Deliberazione
20 aprile 2017
Interessa a:
§ Ufficio
Tecnico
§ Ufficio
Produzione ed Energia
Per informazioni:
Baroni Andrea
[email protected]
Tel +39.0721.383.238
Fax +39.0721.383.263