SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI NON PROGRAMMABILI

SBILANCIAMENTO PER IMPIANTI NON PROGRAMMABILI

Trasferimento dei corrispettivi di sbilanciamento

 

Sta giungendo a compimento il quadro regolatorio e attuativo per la definizione del trasferimento dei corrispettivi di sbilanciamento agli impianti di produzione energia rinnovabile non programmabile. Nonostante tale disciplina sia già applicata in altri paesi, ha sollevato diverse reazioni nel nostro paese: da una parte gli operatori rinnovabili che non hanno sicuramente apprezzato il trasferimento degli oneri, dall’altra gli operatori termoelettrici che vorrebbero vedere destinare tali risorse al capacity payment, invece che a diretto beneficio dei consumatori.

Le metodologie proposte dal GSE nella distribuzione della quota residua tra gli utenti del Ritiro Dedicato, sembrano condurre verso un indebolimento del principio cost-reflective voluto dall’AEEG: infatti verrebbero trasferiti una parte degli oneri causati da chi effettua previsioni sbagliate ai produttori con migliori prestazioni di stima.

Il libero mercato rappresenterebbe la soluzione per coloro che effettuano piccoli errori di previsione e sono disposti ad investire nella partecipazione attiva ai mercati elettrici riducendo gli oneri e traendo benefici.

È doveroso sottolineare però che come accede per ogni assunzione di responsabilità, si presentano sempre rischi e opportunità. Ad oggi il GSE infatti governa buona parte dell’energia rinnovabile e il rischio è che il beneficio in termini di minori oneri di dispacciamento e di sistema, si traduca in oneri di sbilanciamento socializzati fra i produttori, scarso incentivo a migliorare le previsioni: di conseguenza oneri di sistema inalterati.


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