BOLLETTE ELEVATE A CAUSA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

BOLLETTE ELEVATE A CAUSA DELLE ENERGIE RINNOVABILI

Aumento corrispettivo componente A3 dal maggio 2012

 

Con la deliberazione R/COM 158/2012 viene adeguata la componente A3 relativa alle incentivazioni per le fonti di energia rinnovabile per il periodo maggio – giugno 2012. Nello specifico l’adeguamento ha comportato un ulteriore aumento del corrispettivo applicato in bolletta:

·       BT à  da 34,16 a 40,30 €/MWh

·       MT à da 36,72 a 49,08 €/MWh
 

Come si evince dai valori sopra riportati, per un’utenza tipo (BT o MT), rispetto il mese precedente il valore della componente A3 applicato da maggio 2012 ha subito un incremento pari al 30%. Risulta l’incremento più significativo registrato dal gennaio 2011, che si traduce in una maggiorazione di spesa oltre 10 €/MWh.

 

Gli effetti delle fonti rinnovabili risultano sempre più evidenti sui mercati energetici e sui costi di dispacciamento e trasporto applicati in bolletta elettrica. A tale proposito l’Autorità propone anche l’applicazione di limitazioni con l’obiettivo di evitare eccessive agevolazioni dei produttori di FER (Fonti Energia Rinnovabile) a danno dei consumatori finali.  Il meccanismo che si verrebbe ad introdurre garantirebbe un limite non superabile per gli incentivi finanziati attraverso la componente A3 (oneri variabili) di bolletta. Ci si rende conto che l’argomento risulta piuttosto delicato, considerando inoltre che gli alti livelli di incentivazione iniziale hanno di fatto favorito lo sviluppo tecnologico delle produzioni di energia rinnovabile. D’altro canto le tariffe incentivanti italiane, che risultano molto più elevate rispetto agli altri paesi europei, hanno effetti sull’extra-costo della bolletta elettrica; ponendo di fatto i consumatori più energivori nelle condizioni di dover valutare se cessare le loro attività sul territorio nazionale. Di conseguenza, oltre a porsi degli obiettivi per il raggiungimento del 20-20-20, è bene soprattutto tenere conto che gli stessi non abbiano ripercussioni troppo pesanti su stile di vita e attività produttive dei consumatori italiani.

 

Il gap fra incidenza costi di approvvigionamento energia e oneri di bolletta diminuisce sempre più, rendendo di fatto sempre meno rilevante l’ottimizzazione della tariffa energetica. A tale proposito si suggerisce alle aziende di iniziare a prendere in considerazione percorsi di efficienza energetica. 


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